Ginnastica in gravidanza: sì o no?

La ginnastica in gravidanza è per molte donne un tabù: è giusto farla? In che modo?

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Dott. Papa, è raccomandabile praticare ginnastica in gravidanza?

Innanzitutto, bisogna tener conto del soggetto che si ha davanti. Se parliamo di una donna in gravidanza che non è abituata a fare ginnastica, bisogna iniziare a fare dei movimenti molto leggeri, una sorta di ginnastica dolce, con lo scopo di migliorare il tono muscolare a livello di pavimento pelvico ed acquisire mobilità in funzione del parto e dell’immediato post-parto.

Se si tratta invece di un soggetto abituato ad allenarsi (a correre, piuttosto che in palestra) l’attività fisica si può fare anche ad intensità un po’ più elevata rispetto alla prima categoria indicata, a patto che gli esercizi svolti siano adatti ad una persona gravida e vi sia il controllo di un professionista.

Quali sono i vantaggi nel fare questo tipo di attività durante la gravidanza?

Senza dubbio, l’attività fisica aiuta a tenere sotto controllo il peso, e questo fa sì che ci sia un vantaggio sia dal punto di vista della donna ma anche del feto stesso. Per quanto concerne la mobilità, bisogna stare molto attenti perché la donna in gravidanza ha una lassità legamentosa maggiore, in quanto i legamenti sono molto più pieni di acqua e sostanze organiche; quindi, il ricercare un aumento della mobilità articolare non è la scelta più corretta. Bisogna fare degli esercizi che comprendano sì la mobilità articolare, ma non ricerca di un rom articolare esagerato, lavorando più sul rinforzo del pavimento pelvico e sul discorso di approccio al parto, per cercare di renderlo più “naturale” possibile, lavorando sulle strutture anatomiche.


Le gambe sono costrette agli straordinari durante la gravidanza: allenarle può essere utile?

Allenare le gambe va benissimo: degli esercizi di squat, esercizi molto basici, evitando però movimenti sbagliati e sovraccarichi. L’intensità degli esercizi, anche in questo caso, dovrà essere blanda o al massimo media. Ciò significa che se una persona abituata ad andare in palestra è meglio fare degli esercizi “one to one” con un personal piuttosto che anche un riabilitatore.

C’è poi un test che a me piace praticare per capire se l’intensità degli esercizi è giusta o eccessiva: il “test del parlare”. Durante lo svolgimento degli esercizi cerco il dialogo con l’assistita. Se riesce ad interloquire significa che l’intensità è giusta e non eccessiva, in caso contrario, se ha il fiatone e non riesce a comporre una frase, deve diminuire lo sforzo. Si tratta di un test semplice che si può eseguire anche a casa e serve per evitare che ci sia una che sia troppo intenso, sia dal punto muscolare che anche cardiovascolare.

Non ha molto senso, invece, usare un cardiofrequenzimetro, perché non può non essere attendibile del tutto.


Si può correre in gravidanza?

Correre non va bene perché provoca delle pressioni sul pavimento pelvico.  E’ importante mantenersi in movimento con delle passeggiate, ma anche in questo caso senza mai forzare troppo, fermandosi quando ci si sente stanchi e senza mai andare in affanno e prediligendo dunque delle camminate un po’ più lunghe ma meno intense. Altro esercizio che può andare bene in gravidanza è la cyclette, ma anche in questo caso non bisogna esagerare.
Molte donne hanno la fissa di dimagrire in gravidanza e questo è sbagliato: è il momento meno adatto per cercare un deficit calorico.


Dott. Jacopo Papa
jacopo.papa@dalfuocofisioterapia.com
c/o Clinica Dal Fuoco
Sede a Volpiano
Tel. 011 995 2200

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