I dolcificanti provocano il cancro?

Molto spesso si sente dire che i dolcificanti, a lungo andare, possano intaccare la salute di chi li consuma e provocare il cancro. Ma sarà vero?

Tempo di lettura: 3 minuti


Prima di capire se effettivamente gli edulcoranti (termine tecnico per definire i dolcificanti) siano delle sostanze cancerogene, bisogna capire bene cosa sono. Si tratta di elementi (di sintesi o naturali), con un potere dolcificante molto più elevato dello zucchero, che servono per dolcificare bevande e dolci.

Tra gli edulcoranti di sintesi più comuni troviamo l’Aspartame, l’Acesulfame K, i Ciclammati e la Saccarina. Basti pensare che quest’ultima ha un potere dolcificante ben 500 volte superiore a quello dello zucchero!

Tra gli edulcoranti naturali, invece, i più popolari sono la Stevia ed il Fruttosio, anche se quest’ultimo ha un potere dolcificante di poco superiore al saccarosio, ovvero lo zucchero classico.

I dolcificanti non sono senza calorie: semplicemente, avendo un potere dolcificante notevolmente superiore al saccarosio (come abbiamo visto fino a 500 volte più elevato nel caso della Saccarina), se ne utilizza molto meno per dolcificare! Se in una tazzina di caffè generalmente mettete un cucchiaino di zucchero, per ottenere lo stesso effetto dolcificante vi sarà necessario 1/500 di cucchiaino di Saccarina, e quindi le kcal rispetto al cucchiaino di zucchero saranno 500 volte più basse (vicine a zero).

Troppo bello per essere vero? Per capire quali possano essere le controindicazioni di questi dolcificanti abbiamo intervistato il Medico Nutrizionista Dr.ssa Valentina Nuzzi.


Dr.ssa Nuzzi, innanzitutto è giusto sostituire lo zucchero?

Partiamo dal presupposto che lo zucchero non è un veleno e, pertanto, non va demonizzato. Si tratta di un nutriente che, come tutti gli altri nutrienti, ha dei limiti da rispettare. Certo è che se questi limiti vengono abbondantemente oltrepassati il rischio di malattie cardiovascolari, ipertensioni e diabete aumenta.
Altro punto da tenere in considerazione è che gli zuccheri semplici sono presenti in molti alimenti, dal latte e i suoi derivati, alla frutta e verdura; pertanto, il rischio di superare la dose giornaliera raccomandata dai LARN è elevato.


Quindi entrano in gioco i dolcificanti, giusto?

Nella testa del consumatore sì, ma anche con gli edulcoranti bisogna andare cauti e non abusare. Ciò detto, tengo a sottolineare che non sono fondate le tesi che dicono che gli edulcoranti provocano il tumore: non ci sono fondamenta scientifiche che lo dimostrano!

Dei recenti studi hanno invece provato che un eccesso di dolcificanti provoca delle alterazioni del microbiota a livello intestinale.

In ogni caso, la parola chiave è sempre eccesso: bisogna stare attenti a ciò che si consuma ed alla quantità di edulcoranti contenuti in bevande ed alimenti. Se tutti i giorni si consumano budini proteici, bevande “zero zuccheri” e si mette nel caffè il dolcificante piuttosto che lo zucchero l’eccesso è dietro l’angolo!

Altre controindicazioni dovute all’eccesso di dolcificanti sono il meteorismo, la flatulenza, la dissenteria e, tenetevi forte… l’ingrassamento!

Ebbene sì, sembra paradossale ma è così. Ovviamente non fanno ingrassare a causa delle calorie, ma in quanto l’eccesso di edulcoranti provoca iperfagia, ovvero la tendenza abituale di mangiare troppo.


I dolcificanti naturali sono meglio di quelli sintetici?

Non ci sono dolcificanti migliori di altri. Anche quelli naturali vengono estratti grazie a dei processi chimici, ma questo non significa niente, non è né un bene né un male.


Dunque il consiglio finale è quello di?

Non esagerare, né con gli zuccheri né con gli edulcoranti. Cercare, laddove possibile, di consumare cibi e bevande al naturale (a partire dal caffè, ad esempio) e di mantenere sempre uno stile di vita sano oltre ad una alimentazione varia.


Dr.ssa Valentina Nuzzi
valentinanuzzi@hotmail.it
Sede a Pinerolo
Tel. 3475190216

Comunicazione sanitaria informativa ai sensi della legge 145/2018 (comma 525). Le informazioni contenute in questo sito sono presentate a solo scopo informativo, in nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento, e non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica.

Condividi questo articolo

Articoli correlati