Inositolo, l’integratore amico della fertilità

L’integratore amico della fertilità, da assumere per le donne affette da ovaio policistico e migliorare la funzione dello sperma

Tempo di lettura: 5 minuti


Cosa è l’inositolo

L’inositolo, isolato per la prima volta nel 1850, svolge funzioni fondamentali a livello biologico, e si trova in vari distretti cellulari, dalla membrana al nucleo.

Venne classificato come vitamina del gruppo B (Vitamina B7), ma è un componente sintetizzato nel nostro organismo, e pertanto la sua classificazione è stata modificata (in quanto per “vitamina” si intende una sostanza che il nostro organismo non può produrre, ma solo ricevere dall’esterno).

Quando si parla di inositolo, si parla in realtà di un gruppo di nove differenti molecole; il termine inositolo viene però generalmente utilizzato per riferirsi al tipo più biodisponibile, il myo-inositolo.

Nel 1964 si vide che i testicoli erano ricchi di myo-inositolo libero, così come il liquido seminale, dove la concentrazione è quasi tripla rispetto a quella riscontrabile nel plasma [1].

Il myo-inositolo ha una struttura simile a quella del glucosio ed è coinvolto nelle vie di trasmissione dei segnali biologici cellulari. In particolare, è in grado di stimolare l’assunzione del glucosio da parte dei tessuti, favorendone la diminuzione dei livelli nel sangue.

Anche il d-chiro inositolo, come il myo-inositolo, è coinvolto nelle vie metaboliche che legano zuccheri e insulina: entrambi sono “secondi messaggeri dell’insulina”, ma con ruoli differenti.

Infatti, il myo è coinvolto nell’attivazione dei trasportatori e dell’utilizzo del glucosio, mentre il d-chiro è coinvolto nella sintesi e nel deposito del glicogeno, la “scorta” di glucosio nell’organismo.


La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) e l’Inositolo

Le differenze tra le due molecole furono indagate e approfondite nel tentativo di trovare una risposta terapeutica a una sindrome nota come PCOS o sindrome dell’ovaio policistico, che colpisce un numero elevato di giovani donne, e comporta, in gradi differenti, irregolarità mestruali (fino anche all’assenza di ciclo), disordini ormonali (con conseguente acne, irsutismo, ed altri disturbi), e ridotta fertilità.

Fin dalla fine degli anni ’80, in ambito ginecologico la PCOS (sindrome dell’ovaio policistico) viene associata alla presenza di insulino-resistenza e iperinsulinemia. È stato infatti dimostrato che l’ovaio possiede dei recettori per l’insulina e che da questi dipende la produzione di androgeni.

A livello ovarico, myo e d-chiro inositolo giocano ruoli specifici differenti, oltre a quelli già descritti relativamente al glucosio:

• il myo-inositolo regola il segnale dell’FSH (ormone follicolo stimolante, che stimola l’ovaio partendo dall’ipofisi)

• il d-chiro-inositolo è coinvolto nella sintesi insulino-dipendente degli androgeni

Nelle ovaie di una donna sana il 99% del pool intracellulare di inositoli è costituito proprio dal Myo-inositolo, mentre la parte restante è formata da D-chiro-inositolo.

Nelle donne affette da sindrome dell’ovaio policistico, si osserva a livello ovarico una carenza di myo-inositolo che si traduce in una ridotta risposta allo stimolo da FSH, e quindi, in definitiva, in una minor capacità di ovulazione.

Inoltre, l’insulina, che tende ad essere presente a livelli più alti del normale nella donna con sindrome dell’ovaio policistico, attiva un enzima capace di trasformare in d-chiro-inositolo una quota di myo-inositolo, riducendone ulteriormente la disponibilità.

L’impiego del solo D-chiro-inositolo per trattare le donne con PCOS risale alla fine degli anni ’90, ma, dopo primi promettenti risultati (con miglioramento della sensibilità all’insulina e della funzione ovarica, riduzione dei livelli di androgeni e trigliceridi nelle pazienti PCOS obese, e ripristino del ciclo mestruale), ulteriori studi con dosaggi maggiori di d-chiro-inositolo non confermarono questa tendenza. [2]


Il “paradosso ovarico”

Negli anni successivi si comprese meglio quanto accaduto, e venne definito il cosiddetto “paradosso ovarico”: in condizioni normali, il myo-inositolo è la forma più abbondante nell’ovaio, ma, in presenza di sindrome dell’ovaio policistico, c’è una maggiore conversione di myo in d-chiro a causa degli eccessivi livelli di insulina circolanti, e questo porta ad una ridotta funzione ovarica ed una peggiore qualità ovocitaria. Aumentare i soli livelli di d-chiro-inositolo in queste Pazienti non può quindi migliorare la situazione [3].
Rimane comunque inconfutabile il ruolo del d-chiro nel ridurre i livelli di insulina, e dunque la sua funzione nel contrastare la tendenza allo sviluppo del diabete.

Per favorire la ripresa della funzione ovarica e migliorare la fertilità, la terapia orale combinata di Myo e D-chiro inositolo nel rapporto 40:1 (il rapporto fisiologico nel sangue) si è oggi dimostrata un trattamento efficace per le donne PCOS [4].
Oggi, il myo-inositolo rappresenta una terapia sicura ed efficace che trova applicazione terapeutica per diversi disturbi e patologie: [5]

• Nella PCOS, la somministrazione di myo-inositolo ha avuto come effetto la remissione dei sintomi e la riduzione della secrezione di ormoni maschili; ma anche la regolazione dei livelli di colesterolo, una più efficiente scomposizione dei grassi con conseguente diminuzione dell’appetito e del peso.

• In caso di infertilità maschile, l’inositolo ha migliorato, secondo quanto riportato da diversi studi, la motilità e il numero di spermatozoi, mentre nella donna migliora la qualità ovocitaria ed embrionale.

• Ancora, il myo-inositolo produce un aumento della sensibilità del recettore della serotonina, anche noto come l’ormone del buon umore, con dei benefici sui disturbi dell’ansia.

• I benefici dell’inositolo sono stati indagati anche in relazione al diabete e alla prevenzione della sindrome metabolica.

Sono oggi disponibili sul mercato diversi integratori a base di inositolo, nelle sue diverse isoforme (myo – e d-chiro –) e con dosaggi e rapporti diversi: sarà bene che la Paziente si confronti con lo Specialista Ginecologo per individuare, in funzione della condizione metabolica ed ormonale, e degli obiettivi da raggiungere, quale sia il prodotto più adatto.
Esistono formulazioni sia in capsule molli, che in compresse e bustine, e per lo più è prevista una doppia somministrazione nella giornata.

Spesso, inoltre, i prodotti prevedono già l’associazione con altre sostanze, quale ad esempio l’acido folico, per fornire non solo tutte le componenti importanti per una buona qualità ovocitaria, ma anche la supplementazione pre-gravidica di sostanze importanti per ridurre il rischio di alcune malformazioni fetali.
Non va poi dimenticato che, accanto alla somministrazione di questi integratori, riveste un ruolo fondamentale la corretta gestione della dieta (che deve vedere un ridotto apporto di zuccheri) e dell’attività fisica (il muscolo, infatti, può collaborare “bruciando” gli zuccheri come fossero un carburante, e quindi riducendone la quota libera nel sangue).

Unendo quindi una adeguata attenzione allo stile di vita sano con l’assunzione di specifici integratori, possiamo essere in grado di aiutare in molti casi le donne a superare alcune importanti difficoltà ormonali e riproduttive, in particolar modo quelle legate appunto alla sindrome dell’ovaio policistico.

Bibliografia:
[1] Inositoli: storia e personaggi di una terapia efficace, V. Unfer, Minerva Medica, Int J. Endocrinol Vittorio Unfer, John E. Nestler, Zdravko A. Kamenov, Nikos Prapas, and Fabio Facchinetti, 2014
[2] Vittorio Unfer, John E. Nestler, Zdravko A. Kamenov, Nikos Prapas, and Fabio Facchinetti – Effects of Inositol(s) in Women with PCOS: A Systematic Review of Randomized Controlled Trials, International Journal of Endocrinology 2016
[3] Douglas Heimark, Jan McAllister and Joseph Larner1) Decreased myo-inositol to chiro-inositol (M/C) ratios and increased M/C epimerase activity in PCOS theca cells demonstrate increased insulin sensitivity compared to controls, Endocrine Journal 2014, 61 (2), 111-117
https://www.jstage.jst.go.jp/article/endocrj/61/2/61_EJ13-0423/_pdf/-char/en
[4] Antonio Simone Laganà, Inositol in Polycystic Ovary Syndrome: Restoring Fertility through a Pathophysiology- Based Approach, Cell Press, 2018
[5] www.inositoli.it

Dr. Stefano Fracchioli
stefano.fracchioli@studiofracchioli.it
Sede a Torino, Corso G. Matteotti 49
Tel. 011 539739 – 3404869556

Comunicazione sanitaria informativa ai sensi della legge 145/2018 (comma 525). Le informazioni contenute in questo sito sono presentate a solo scopo informativo, in nessun caso possono costituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento, e non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica.

Condividi questo articolo

Articoli correlati